Breve riassunto di una notte insonne. Anche oggi si dorme domani.

Che poi uno pensa di avere un tempo infinito davanti a se. Che poi finisce che ci si permette il lusso di rimandare.Un sorriso. Un abbraccio. Un bacio. Una risata. Una testata. Una riverenza. Una penitenza. Una carezza. Un pugno. Una carezza in un pugno. Viviamo in un mondo di emoticons, ma di emozioni non ne sappiamo un cavolo. Adesso ci insegnano che tutto deve essere estremamente controllato. Ho letto da qualche parte che ora basta usare i cuori nelle chat. Ma basta cosa? Ne abusiamo e perdono di valore, dicono loro: i luminari della contemporaneità. Certo. Allora non parliamo più perché in mezzo al buono, di minchiate nell’aria ne volano a tonnellate. Io di cuori ne uso a palate. E appena posso li trasmetto a voce, di persona. Con un bacio. Un abbraccio. Ma non scherziamo. Non si può vivere in un mondo, già pieno di sterco per conto suo, e controllare queste emozioni. Chi si commuove, chi piange, chi ha voglia di ridere a crepapelle chi è emotivamente vivo non è per forza un debole. Un inadatto ad un mondo di pescicane. Pinocchio, quel poveretto di legno vestito da tirolese, ne ha passato un bel po’ di tempo nella pancia di sto pesce. Non era solo, era li, in quel posto stretto e angusto col suo babbo. Perché gli voleva bene e pur pensando di non saper nuotare si è buttato a mare per trovarlo, era un ciocco di legno! Tutto invece deve essere allineato perfetto, secondo i sacri canoni dei manuali del saper vivere. Tutto nudamente esibito o tutto nascosto e blindato.

Ci sono giorni invece in cui è obbligatorio correre sotto la pioggia perché è bellissimo e perché magari poi fa freddissimo e perché magari poi ci si fa una doccia calda. Ci sono giorni in cui la vita ti obbliga a farlo e dovrebbe anche darti un bel calcio in culo per invogliarti. Dobbiamo rieducare, rieducarci ai sentimenti autentici. Sfogarli, urlarli, bisbigliarli. Urlare ai concerti, piangere dopo un libro. Piangere di gioia e piangere di sofferenza. Accarezzare un gatto. Correre con un cane. Non rimandare a domani. Farlo. Subito. Sbloccare il chiavistello arrugginito che non ci fa dire ti voglio bene, ti amo, grazie, buona giornata. Tutti quelli che incrociamo sul nostro cammino, che sia ad una cena, che sia in metropolitana, certamente hanno bisogno di un sorriso e forse neanche lo sanno. Che presuntuosi siamo a parlare del domani. Il presente è già passato e bisogna abituarsi ad acchiapparlo al volo, nel flusso incessante della vita, del traffico, del lavoro, della folla, dei vaffanculo, dei cretino cosa passi se ho il verde, in mezzo ad una pista da ballo. In questo momento ci è stata concessa questa di vita, usiamola al meglio. Questa vita. La prossima si vedrà. 

Qui. Ora. Dire. Fare. Baciare. Osare. Rischiare. 

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s