30

Ho 30 anni.Non è vero,  33.Non è vero,  quasi 34

Nell’arco dell’ultimo anno sono cambiate  molte cose. Non proprio dal 18 settembre dello scorso anno. Diciamo dalla scorsa primavera.  La mazzata è  arrivata con la morte di papà.  Troppo presto, troppo giovane, troppo d’impatto. Troppo. Bastava addormentarsi nel sonno e invece no. In quel periodo la mia personalità non è  diventata bipolare. In quel periodo la mia personalità  è  diventata tripolare, quadripolare,  pentapolare. Incappavo in situazioni assurde e persone ancora peggio. Incappavo in una vita che non conoscevo. La vita senza un genitore è una roba assurda, una roba talmente assurda che ancora oggi quando mi succede qualcosa di bello penso: adesso chiamo papà  e gli racconto. Si, col cavolo. Quindi adotto il sistema spirituale e ci parlo. Difficoltà ad elaborare, si dice. Normale, credo. Insomma, non ho scoperto l’acqua calda. In questo ultimo anno dall’essere considerata una sorta di sorellastra di Cenerentola, sono fiorita come Venere quando emerge dalla schiuma (addirittura) e mi sono ritrovata  cambiata. Piacente. Donna, oserei dire. In questo ultimo anno, anzi un po’ di più, sono incappata nella classica persona che ti cambia la vita, io ovviamente non me ne accorgo e ci metto un po’ di mesi e tante botte sui denti. Ma lui era sempre li. Andava e veniva. C’era. C’è  stato, con grande discrezione. Si è introdotto di soppiatto in quel gran casino di aperitivi e serate che era la mia vita. Mi piaceva, era bello, con i suoi ricci scuri, i suoi abbracci protettivi. Non capivo. Imbarazzo. Certo, era un uomo vero! Esemplare difficilissimo da scovare. Per farla breve, che tanto vi siete già  annoiati tutti, volevo o dirvi di aprire la visuale a 360°, vedere tutto. Approfindire, conoscere. Spesso il meglio non lo riuscite a vedere e ve lo perdete come babbei Per la prima volta nella mia vita sono felice. Sono felice di svegliarmi al mattino e avere un dolce buongiorno da dare. Da lui ho imparato un sacco di roba, abbiamo discusso ancora di più,  ho visto lati di me che neanche sapevo esistessero. Oh! Mica è perfetto, è pur sempre un uomo ! Però mi ha cambiato la vita, stimolato la conoscenza, stimolato la mia persona. Mi da cosigli, è onesto. Ogni tanto vado giù,  ma tendo la mano e lui mi prende, mi tira su, mi sistema, mi strapazza mi rimetto a posto il colletto e riparto. A volte piango (si, insomma, a volte) ma riparto. Ci provo, lo faccio. Ricadono, ripiango e lui è lì pronto con il cerotto per le sbucciature. Un anno che non voglio cambiare, un anno che mi ha insegnato a gestire la distanza. Non viviamo vicini, a volte è più complicato, ma folks, lontana o vicina che sia, una relazione matura in base alle persone, non in base ai chilometri. Questa è la lezione che ho imparato. Vale per tutto. Mi sento bene perché  vivo il presente. Non cambierei mai quello che ho. Col cavolo. 

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