Io più son stanca più non dormo. Più non dormo più son stanca. Poi guardo l’ora. Mi rigiro e mi rigiro e mi agito. Allora penso.
Una sorta di conteggio pecore
Penso alle cose belle che sto facendo e che farò.
Penso: non vedo l’ora.
Penso di essere fortunata perché grazie a quello che faccio conosco persone meravigliose.
Penso che gli altri dovrebbero essere fortunati come me.
Penso che a volte non me ne rendo conto e mi crogiolo nei miei malumori che non portano da nessuna parte.
Ho tutto ciò che desidero.
Penso che domani vedrò persone belle e così nei giorni a seguire.
Penso che tra poco partirò per la mia oasi di serenità, dove tutto è splendido e dove ogni volta di più mi rendo conto che le cose non capitano mai per caso. Mai. Ogni evento ha un suo perché.
Penso che ogni cosa insegni qualcosa. Basta avere pazienza.
Penso che la pazienza sia una virtù, nulla cade dal cielo, va coltivata.
Penso che i frutti della pazienza siano buonissimi, hanno lo stesso sapore di quelli della fiducia e dell’amore.
Ecco penso sia proprio lui a far girare tutto, penso.
Adesso penso che sia tardi, sono le quattro. Ma non riesco a prendere sonno.
Mi sento come una bambina la notte di natale quando aspetta la slitta.
Ora non è tempo di dormire? Ma voi, come fate?
Tra poco gli uccellini inizieranno a cinguettare; e io vorrei dormire.
Si è fatto tardi.
Domani mi aspetta.
A braccia aperte.

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